La storiellina del brutto anatroccolo…

Da qualche anno, sul web, è di moda mettersi in mostra con uno strumento che erroneamente viene chiamato “Righello”. Ce n’è per tutti i gusti; allievi, Maestri, neofiti e veterani, tutti con in mano questo strumento che in alcuni siti fanno pagare fino a 200,00 Euro a seconda delle lavorazioni.

In realtà è uno strumento antichissimo utilizzato addirittura prima della nascita dello stile Shaolin, come il “palo di legno” (erroneamente attribuito allo stile Wing Chun). Questo bastone, di modesta circonferenza rispetto ai tradizionali bastoni da Gong Fu, e lungo 35-40 cm, in antichità era utilizzato dalle scuole, cosiddette, “interne”, nella regione montuosa del Wudang. Non è un caso che lo strumento sia attribuito anche al Maestro Bodhidharma arrivato in Cina per sviluppare e sperimentare nuove tecniche di combattimento.

L’origine di tale strumento si perde nei meandri della storia e nelle molteplici scuole di Gong Fu di origine Taoista, tra cui quella del mitico Zhang Sanfeng; il Padre del Taijiquan, vissuto durante la dinastia Ming.

Dopo le inaudite repressioni della “rivoluzione culturale” di Mao, nella metà degli anni ‘50 del secolo scorso, alcuni Maestri ripristinano la tecnica del “Righello” ormai sepolta dalle convinzioni comuniste, dove tutto ciò che risultava tradizione era un potenziale “attacco” alla famigerata “classe operaia” tanto discussa in Cina in quel periodo.

Grazie al Maestro Zhao Zhing Dao, la tecnica di questo strumento meraviglioso tornò a vivere, per poi arrivare fino ai nostri giorni.

Per evitare spese eccessive, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte e valutazioni, è possibile recuperare questo fantastico strumento con pochi Euro. Basta un semplice mattarello in legno con le estremità stondate per avere lo stesso effetto di un “Righello” da 180,00 Euro (cifra tirata a caso). Potrete, infine, decorare il vostro “mattarello” con un normalissimo pirografo, con delle incisioni tradizionali, oppure personalizzate.

Il bastone è fondamentale per ritrovare la giusta distanza degli arti superiori durante la pratica Taijiquan o Qi Gong, per sviluppare la forza centrale, e l’elasticità.

(Maestro Sandro Sainati)

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